Gli infortuni rappresentano una fase inevitabile nella carriera di ogni atleta, costituendo un ostacolo che può trasformare radicalmente il proprio percorso. Sebbene il dolore fisico e la riabilitazione siano aspetti evidenti e misurabili, il recupero psicologico è un aspetto spesso sottovalutato, ma essenziale per un efficace ritorno in campo.
Qual è l'impatto dell’infortunio sull’atleta?
Quando parliamo di un infortunio, non ci limitiamo a considerare solo il danno fisico. L'impatto va ben oltre: coinvolge emozioni, pensieri e la fiducia in se stessi. Le risposte cognitive ed emotive non sono solo reazioni passeggere, ma influenzano direttamente la guarigione fisiologica.
Che cos’è il “return to play”?
Il concetto di "return to play" indica il momento in cui un atleta, dopo un infortunio, è in grado di riprendere le attività sportive al livello precedente all'evento traumatico. È fondamentale notare che la guarigione fisica e quella psicologica non procedono di pari passo; frequentemente, gli atleti ritornano alla competizione quando il recupero fisico è completato, mentre il recupero mentale può richiedere ancora del tempo.
Comprendere la complessità dell'esperienza vissuta è essenziale per un recupero più efficace. In questo contesto, il recupero psicologico implica l'analisi di fattori soggettivi, quali: paura del dolore, paura di muoversi, preoccupazione per una possibile recidiva.
Conosci i fattori dell’unicità dell’atleta?
Un elemento fondamentale da tenere in considerazione è quanto un atleta si identifica con il proprio ruolo e il bisogno di ricevere riconoscimenti in quanto sportivo attivo. Questo legame prende forma nell' “identità atletica”. Durante la carriera, questo aspetto tende a crescere, ma può subire un brusco calo dopo un infortunio.
La potenziale crisi identitaria, che coinvolge non solo l'atleta ma anche l'individuo nella sua totalità, può generare una vasta gamma di risposte emotive, spaziando dalla frustrazione alla tristezza, fino alla depressione. Queste reazioni sono mediate da una serie di fattori sia personali che situazionali, evidenziando l'unicità del percorso di recupero da un infortunio.
Una proposta d’intervento
È chiaro che lo sport agonistico vada ben oltre la semplice competizione fisica. Gli atleti affrontano non solo la sfida degli infortuni, ma anche le difficoltà psicologiche e sociali che ne derivano.
Il modello bio-psico-sociale offre un approccio innovativo alla gestione degli infortuni sportivi. Questo modello mette al centro l'atleta come persona, non solo come corpo da guarire, valorizzando ogni aspetto del suo percorso di riabilitazione.
Conclusioni
Nello sport agonistico, l'adozione di tale approccio richiede un cambiamento culturale e organizzativo. È necessario integrare professionisti della salute fisica e mentale all'interno del team di supporto dell'atleta, garantendo un'assistenza completa che affronti tutti gli aspetti del recupero. Investire nelle risorse e nell'educazione necessarie per implementare questo approccio può portare a miglioramenti significativi nella salute e nelle prestazioni degli atleti, contribuendo così a creare un ambiente sportivo più sano e sostenibile.